Backup Gmail: Come Salvare Messaggi e Allegati su Windows 7

di samuele

Salvare messaggi e allegati di Gmail su Windows 7In parte questo articolo è già obsoleto, in parte no. Intendo parlare di come sia possibile salvare messaggi e allegati di Gmail su un PC con Windows 7 in modo da avere sempre a nostra disposizione una copia di backup. In effetti tutto questo possiamo già farlo tramite Google Drive, e senza nemmeno qualche trucco particolare. Ma, e la domanda non è certamente peregrina, cosa capita se non ci fidiamo totalmente di Google? No, non nel senso che la grande G decida improvvisamente di rubare i nostri dati. Intendo nel senso più fisico del termine, metti che i loro server brucino (come è già capitato in altre server farm) o che per qualche motivo l’azienda stessa fallisca (e con l’aria economica che tira non è nemmeno del tutto impossibile), o che per qualche altro motivo non possiamo più accedere al nostro account. Giusto per questa evenienza è giusto capire come effettuare un backup di Gmail.

Procuriamoci l’indispensabile

Download | Gmvault

Immagine dell'icona di Gmvault sul desktop di Windows 7

Come ogni guida che si rispetti la prima parte la dedico agli strumenti fondamentali, alla così detta “cassetta degli attrezzi”. Ed è una parte molto veloce: seguite il link qui sopra e scaricate il programma. Tutto qui? Sì, tutto qui. Lo che se cercate in rete troverete cose più complicate, cose del tipo “installate python” e sigle sul tipo “apt-get”.

Volendo potete anche seguire quelle guide ma da qualche settimana a questa parte Gmvault, questo il nome della nostra applicazione, non richiede alcuna esperienza per essere installato. E anche l’utilizzo tende a essere alla portata di tutti. E, a proposito di utilizzo, passiamo alla guida passo passo sulla procedura da seguire per salvare messaggi e allegati su Windows 7.

Passo 1: capiamo quello che stiamo facendo

Immagine della shell di Gmvault

Per eseguire Gmvault è sufficiente un doppio click sull’icona. Non vi spaventate, però, se lo schermo diventa nero: stiamo semplicemente entrando nella shell, nella famosa riga di comando (sì, proprio quella cosa così amata dagli appassionati di Linux, e dagli hacker). Per chi non lo sapesse si tratta di un modo rapido, e anche semplice, di utilizzare un programma. Semplice perché basta conoscere i comandi giusti per fare rapidamente quello che vogliamo. Anche se, lo ammetto, la mancanza di un’interfaccia grafica può lasciare interdetti.

Ma quali son questi comandi giusti? Digitate

gmvault

e date invio. In questo modo otterrete l’elenco di tutti i comandi a vostra disposizione, e avrete un’idea delle potenzialità di questo piccolo programma.

Elenco di tutti i comandi di Gmvault

Passo 2: diamo le chiavi al programma

Immagine della shell dopo aver eseguito il comando per sincronizzarsi con il proprio indirizzo di posta

Dopo aver preso confidenza con questa strana bestia (la riga di comando, intendo) cominciamo a configurare le impostazioni di Gmvault. La prima cosa da fare è presto detta: facciamo capire a Gmail che ci interessa salvare in locale la nostra corrispondenza. Come possiamo farlo? Ci servono un paio di mosse; la prima prevede l’utilizzo di questo comando:

gmvault sync mioindirizzo@gmail.com

Mi raccomando, leggete bene le istruzioni che appaiono.

Messaggio di avviso mostrato dal vostro account Gmail

Apriamo quindi il browser (personalmente vi consiglio Firefox o Google Chrome) ed entriamo nel nostro account Google. Immediatamente un messaggio ci avviserà: l’applicazione Gmvault chiede l’accesso alla nostra posta, vogliamo concederglielo? Ovviamente si.

Passo 3: sincronizziamo la posta

Gmvault inizia il download della posta di Gmail

Ora non ci resta che attendere: Gmvault comincerà il download del contenuto della nostra mail e lo salverà su disco. Se, immagino, utilizzate molto la posta elettronica probabilmente vi conviene prepararvi un caffè: l’applicazione ci metterà un pochetto a fare il suo dovere. Ma l’attesa verrà ben ripagata: al suo termine avremo tutta la nostra corrispondenza pronta a essere spulciata anche offline.

Immagine della cartella che contiene la posta di Gmail scaricata

Ma…

Schermata che mostra il download dei messaggi e degli allegati di Gmail

Ma, come ben sappiamo, non è d’oro tutto quello che luccica. Questo programma funziona, e bene. Fa il suo dovere, questo è certo, e non lo fa nemmeno male. Però? Però non sono soddisfatto al cento per cento del risultato che possiamo ottenere. O, meglio, penso si possano migliorare ancora alcune cosette. Giusto per dirne una la posta viene salvata in cartelle, ogni cartella corrisponde a un mese. Capisco la logica dietro questa scelta ma non è esattamente il modo a me più congeniale. O per lo meno non è l’unico modo per gestire un archivio, sopratutto per chi è abituato a lavorare con Gmail. Io tengo la posta in ordine tramite le “etichette” di Gmail e, onestamente, non faccio molto caso al mese di arrivo di una mail. No, non nel senso che la posta non la leggo ma, al contrario, ricevo anche dei documenti di lavoro che utilizzo sia immediatamente che dopo qualche mese. Report, analisi, articoli e saggi che compongono uno zibaldone elettronico per me utilissimo. E questo in larga parte grazie alle caratteristiche della posta Google.

Al contrario una copia di backup di Gmail fatta solamente tenendo conto del mese per me è quasi completamente inutile. Quasi, perché alla fine è meglio di niente. Quasi, perché ognuno di noi ha abitudini ed esigenze diverse e probabilmente per molti tra i lettori di questo articolo il programma va bene così. Ed effettivamente va bene così se cerchiamo solamente un modo per salvare su PC le mail di Gmail.

La seconda cosa da sistemare è, forse, più di sostanza: non è possibile programmare delle copie di backup automatiche. O, meglio, lo si può fare ma bisogna smanettare con Windows, e non è proprio semplicissimo. Probabilmente è questa la cosa che più mi lascia basito: a me piacerebbe tenere una copia di sicurezza sincronizzata su base giornaliera. E’ vero, basta ricordarsi di cliccare l’icona di Gmvault e sono a posto. Ma il bello dell’informatica è la possibilità di essere pigri e di non dover necessariamente ricordarsi ogni giorno di cliccare su un’icona.

Prima di concludere questo articolo è giusto rispondere a un’ultima domanda: bocciamo o promuoviamo Gmvault? Personalmente direi “promosso”, ma con una sufficienza risicata. Chissà, se si impegnasse di più e risolvesse queste due pecche potrebbe diventare un servizio utilissimo anche sul lavoro. Per il momento, stando così le cose, mi sento di consigliarlo solamente per un utilizzo domestico, o per chi non ha una grande mole di mail da archiviare e da consultare.

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1 commento

  1. interessante peccato che facendo tutto come scritto non mi indica dove trovare la cartella con le email sempre che me l’abbia creata nel mio pc…..

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